Richiedi una DISINFESTAZIONE dell’Acaro della Scabbia

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🛑Allarme scabbia nelle strutture sanitarie: cosa sta succedendo? 

Protocollo Sanitario di Sanificazione e Disinfestazione Bio Senza Pesticidi.

Negli ultimi mesi, in Italia si è registrato un aumento preoccupante dei casi di scabbia nelle strutture sanitarie: ospedali, RSA, cliniche e comunità. Solo in Liguria si è passati da meno di 300 casi a oltre 750 casi in un anno. La scabbia è una malattia parassitaria altamente contagiosa, trasmissibile per contatto diretto prolungato o tramite tessuti contaminati (biancheria, divise, letti). Quando entra in una struttura, può propagarsi rapidamente e diventare un problema organizzativo, sanitario e reputazionale.

Emergenza Scabbia in Strutture Sanitarie: Sei Pronto a Gestirla?

La tua struttura è a rischio se….. 

  • Ospita pazienti non autosufficienti o in condivisione di spazi

  • Il personale sanitario lavora a stretto contatto fisico con gli assistiti

  • Manca un protocollo operativo per la diagnosi precoce e l’isolamento

  • I cicli di formazione del personale non includono la gestione delle infezioni cutanee

  • Non sono previste misure di contenimento rapide ed efficaci

Non aspettare il primo caso! Agisci Ora

Prevenire oggi significa evitare i contagi domani, l’isolamento forzato, panico tra operatori e ospiti e danni all’immagine della tua struttura.

✅ IL NOSTRO PROTOCOLLO
ANTI-SCABBIA: ELIMINAZIONE del
SARCOPTES SCABIEI

Malattia della scabbia acaro sarcoptes scabiei

Analisi preliminare del rischio nella tua struttura

Formazione certificata del personale, Organizziamo corsi brevi e mirati per infermieri

Da quanto tempo le noti? Con quale frequenza?

Supporto continuo h24, Ti assistiamo passo dopo passo fino al completo contenimento dell’emergenza

Azzeriamo i Contagi, grazie ad una Bio Disinfestazione mirata e Definitiva

Isolamento e trattamento immediato, supportando la Struttura in Misure di Contenimento

Sanificazione ambienti Senza Prodotti Chimici o Pesticidi,disinfezione di ambienti, materassi, divise e materiali tessili.

Malattia da acari della scabbia.
Perchè la Scabbia è tornata e si è così diffusa?

La scabbia è una malattia parassitaria altamente contagiosa, che si trasmette principalmente attraverso un contatto pelle a pelle prolungato (15–20 minuti). Questo rende ambienti come ospedali, RSA e comunità particolarmente vulnerabili.
Fattori come condizioni igieniche critiche, spazi affollati e l’alta mobilità del personale e degli ospiti amplificano il rischio di contagio.
Spesso, la diagnosi arriva in ritardo e la mancanza di una segnalazione tempestiva consente al parassita di diffondersi rapidamente all’interno della struttura.

Punture da acari della scabbia.
Riconoscere i segnali di un infestazione di Sarcoptes Scabiei.

Sarcoptes Scabiei Acaro Malattia della scabbia

La causa della malattia della scabbia.

La scabbia umana è una malattia infettiva della cute, altamente contagiosa, causata dall’acaro Sarcoptes scabiei, un parassita invisibile all’occhio umano, che sopravvive per poco tempo (al massimo 1-2 giorni) al di fuori del suo ospite naturale, ovvero l’uomo. L’acaro della scabbia (Sarcoptes scabiei) come l’acaro del tarlo (pyemotes) non è visibile all’occhio umano, a differenza però, l’acaro della scabbia può contagiare anche gli animali, ma quando contagia l’uomo, sono visibilmente notevoli gli effetti che ha sulla cute della nostra pelle. Sarcoptes scabiei si nutre delle cellule epiteliali, causando la malattia cutanea che può diffondersi rapidamente anche ad altre persone a motivo del contatto ravvicinato con la pelle infetta.

Suggeriamo di intervenire, adeguatamente e il prima possibile!

La trasmissione della malattia, avviene per contatto interumano diretto, ovvero in seguito a contatti tra cute e cute o cute e mucose prolungati, come nelle strette di mano prolungate e soprattutto nei contatti tra i partner sessuali o all’interno di un nucleo familiare, specialmente tra persone che condividono lo stesso letto.

Il principale sintomo della scabbia è il prurito, che insorge circa dopo 3 settimane dal contagio.

Se il paziente, in passato ha già contratto l’infezione, è possibile che i sintomi si manifestino entro 1 o 2 giorni, perché in questo caso il sistema immunitario sarebbe già pronto a reagire alla minaccia.

Il prurito, che all’inizio può essere localizzato solo agli spazi interdigitali delle mani e ai glutei, diventa in seguito diffuso e tipicamente più grave nelle ore notturne.

La lesione cutanea tipica della scabbia è il cunicolo scabbioso, ovvero una sottile lesione lineare rilevata, di colore rosso-brunastro, a decorso tortuoso, lungo qualche millimetro, che corrisponde al percorso scavato dall’acaro femmina nella cute per deporre le uova. Il cunicolo presenta ad una estremità una protuberanza, laddove si annida l’acaro femmina.

I cunicoli possono essere in numero variabile, e sono prevalenti nelle regioni cutanee con bassa densità di follicoli piliferi, come spazi interdigitali di

  • mani e piedi,
  • polsi
  • e genitali.

La trasmissione avviene per contatto interumano diretto, ovvero in seguito a contatti tra cute e cute o cute e mucose prolungati, come nelle strette di mano prolungate e soprattutto nei contatti tra i partner sessuali o all’interno di un nucleo familiare, specialmente tra persone che condividono lo stesso letto.

L’infezione si può diffondere facilmente in condizioni di affollamento, laddove è comune che ci sia un contatto corporeo stretto (ad esempio in case di riposo, centri di accoglienza, prigioni).

L’acaro della scabbia femmina adulto, dopo essere stato fecondato sulla superficie cutanea, inizia a scavare dei cunicoli nello strato più superficiale della pelle, e nei “tunnel”, visibili anche ad occhio nudo, depone le sue uova (3-5 al giorno) per un periodo di tempo di circa 21 giorni, corrispondente al ciclo vitale del parassita.
Le uova si schiudono in 3-4 giorni e da queste nascono le larve, che migrano verso la superficie cutanea dove si trasformano in ninfe e poi in acari adulti nell’arco di 10 giorni.

Nella scabbia classica si osservano 5-15 parassiti adulti femmina per paziente, ma nelle forme di scabbia gravi, come in quelle che si verificano nelle persone immunodepresse, il numero di acari femmina può raggiungere diverse centinaia o addirittura milioni.A seguito del primo contagio il periodo di incubazione, asintomatico, è di 2-3 settimane; nel caso di successive reinfezioni i sintomi comparirebbero invece più rapidamente.

E’ buona regola evitare il contatto con soggetti scabbiosi o con soggetti provenienti da Paesi a rischio che abbiano lesioni cutanee insolite e molto pruriginose. Evitare anche di dormire in alberghi di basso livello nei quali si noti una scarsa igiene.

Verificare sempre se le lenzuola della propria camera sono state cambiate o se appartengono, invece, ad un precedente ospite.
Per quanto riguarda la scabbia di origine animale, è buona norma evitare contatti troppo stretti con animali che hanno lesioni cutanee crostose con perdita di pelo e che si grattano frequentemente. Per quanto riguarda la scabbia di origine ambientale, è certamente buona norma evitare la formazione di muffe sulle pareti della propria casa e cercare di non dormire in camere di albergo troppo umide e con scarsa igiene.

Come riconoscere le lesioni da scabbia?

Le lesioni cutanee dovute alla penetrazione nella pelle dello Sarcoptes scabiei, provocano manifestazioni dermatologiche che generano un fortissimo prurito oltre a segni ben visibili come dimostrano le seguenti immagini.

ATTENZIONE agisci subito!

La prognosi della malattia della scabbia, è in genere buona e le complicazioni gravi sono piuttosto rare, solo se si interviene  adeguatamente con una diagnosi tempestiva e una disinfestazione dell’acaro dagli ambienti.

Come ci infetta Sarcoptes Scabiei l’acaro della Scabbia?

Come si prende la malattia dell'acaro della scabbia

Il forte prurito che diventa più forte nella notte è sintomo dell’infestazione dell’acaro Sarcopes Scabiei, soprattutto negli spazi interdigitali, lato flessorio dei gomiti, ascelle, inguine dove l’acaro ama agire lontano da potenziali traumi.

Come agisce l’acaro della scabbia?

L’acaro femmina adulto, dopo essere stato fecondato sulla superficie cutanea, inizia a scavare dei cunicoli nello strato corneo della pelle e in questi cunicoli, visibili anche ad occhio nudo, depone le sue uova (3-5 al giorno) per un periodo di tempo di circa 21 giorni.

Malattia della scabbia come si prende

Cosa fare e cosa non fare
in caso di infestazione dell’acaro della Scabbia?

Scegli la disinfestazione da acari della scabbia definitiva!

Nella disinfestazione dell’acaro della scabbia, l’impiego di azoto liquido permette di distruggere gli acari Sarcoptes scabiei invisibili all’occhio umano, e qualsiasi tracci di uova depositate negli ambienti. Il tutto senza pesticidi tossici o prodotti chimici. Il trattamento con azoto liquido interviene sull’ambiente e sui materiali che potrebbero essere stati colonizzati dall’acaro (abiti, coperte, rivestimenti etc.).

Nessun uso di pesticidi o prodotti chimici!

Non dovrai uscire di casa!

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100% Eliminazione degli esemplari adulti

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